La nostra storia

PREMESSA

Non possiamo raccontare la nostra storia se non dando almeno uno sguardo al contesto in cui ci troviamo: la Città di Orbassano.

Fino a fine ‘800 Orbassano era da considerarsi  un paese prettamente agricolo. L’aumento dell’industrializzazione, la crisi agraria e l’aumento dei flussi migratori verso Torino, trasformarono Orbassano in un centro di agglomerazione operaia, collegato a Torino dal famoso trenino (linee Torino–Orbassano–Pinerolo e Torino–Orbassano–Giaveno). Nella seconda metà dell’Ottocento si vede sorgere sul territorio comunale: l’Asilo Infantile (1861), due società di mutuo soccorso (Unione Cattolica Agricola Operaia San Giuseppe, 1 maggio 1877, e Società Popolare di Mutuo Soccorso 1 agosto 1877), la ferrovia a vapore Torino – Orbassano (1881), la Banda Musicale Cittadina (1886) e l’Ospedale San Giuseppe (1889).Nel secondo dopoguerra si osserva un considerevole aumento della popolazione: si passa da 3.730 abitanti nel 1936 a 18.082 nel 1981 agli attuali 23.266[1].

La storia, inoltre, testimonia il forte legame che unisce la Parrocchia al territorio: la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale nel 1896  e delle succursali, le opere sociali e di aiuto alle persone in difficoltà, le Missioni Popolari del 1988 e del 2019.

LA STORIA: DALLE ORIGINI AD OGGI

La presenza cristiana in Orbassano è antichissima: la cura pastorale della popolazione venne affidata prima ai Canonici Agostiniani e, successivamente, ai Padri Cistercensi dell’abbazia di Rivalta di Torino.

L’indipendenza della Parrocchia di Orbassano risale al 25 gennaio 1549 con la nomina del suo primo parroco: don Tommaso Vigna.

Simbolo della Parrocchia è la chiesa parrocchiale – dedicata a San Giovanni Battista – anello di unione nei secoli e protagonista di un evento tragico (ma anche miracoloso) il 4 giugno 1895, il giorno della tradizionale processione per le vie del paese, due giorni dopo la Pentecoste. Intorno alle ore 17, i fedeli sentirono un forte rumore in lontananza e, accorsi in piazza, videro le macerie della facciata chiesa. Il crollo fu attribuito, stando alla relazione degli ingegneri che studiarono il caso, ad errori commessi durante la recente ristrutturazione della chiesa settecentesca. Nel crollo rimasero coinvolte la facciata, la quarta volta e i muri laterali, ma nessuno rimase ferito o perse la vita.

La chiesa attuale venne messa in opera ex-novo nel 1895, su progetto dell’ingegner Giuseppe Gallo, e la posa della prima pietra avvenne il 21 agosto 1896 per mano di monsignor Davide Riccardi, Arcivescovo di Torino. Venne consacrata e dedicata dai monsignor Andrea Fiore, Vescovo di Cuneo, e monsignor Gian Battista Bertagna, Vescovo di Cafarnao il 23 ottobre 1897.

La maggior parte del materiale laterizio (circa 500.000 mattoni) utilizzato nell’attuale costruzione proveniva dalla fornace Garzena di Orbassano e fu dato a titolo di rimborso per il danno provocato dal crollo: Stefano Garzena era infatti il capomastro incaricato della ristrutturazione e ampiamento della chiesa precedente.

Una delle vetrate sopra l’abside testimonia come la Chiesa Parrocchiale sia posta anche sotto la protezione della Madonna della Consolata, Patrona della Città di Torino. Questa dedicazione affonda le radici nel Seicento durante le varie scorribande dell’esercito francese sul suolo piemontese: gli orbassanesi si posero sotto la protezione della Madonna Consolatrice.

I Santi Patroni della Città di Orbassano sono San Giovanni Battista e San Luigi Gonzaga: l’origine di questa doppia consacrazione è da ricercare nel passato agricolo della Città.

Nel corso degli anni, con la crescita della popolazione di Orbassano,  a seguito dello sviluppo industriale  della vicina FIAT, si rese necessaria la costruzione di nuovi centri religiosi: Gesù Salvatore nel 1977 (via Monti, frazione Pasta di Rivalta), Santa Maria nel 1990 (via Monti) e San Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1996 (via Malosnà) ed altre strutture ad oggi non più sotto la nostra Parrocchia: la prima Chiesa dell’Immacolata Concezione a Tetti Francesi (fatta erigere da don Giordano e benedetta il 26 settembre 1965 e ricostruita nel 1987) e la Chiesa di San Giuseppe a Prabernasca (fatta erigere da don Allanda e consacrata il 30 ottobre 1983) oggi unite in una parrocchia autonoma.

Nel 1861, la nostra Parrocchia appoggia la nascita dell’Asilo Infantile (l’odierna Scuola Materna “Don Giordano”), affidata alle suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo: inizialmente fu ubicata in via Roma ma nel 1959 fu trasferita nell’attuale sede di via Filzi.

Nel 1889, grazie al parroco don Febbraro (socio della scuola materna) ed altri 38 soci, venne aperto l’Ospedale San Giuseppe in via Cesare Battisti, oggi divenuto RSA.

Il 25 settembre 1966, sotto la guida pastorale di don Pietro Giordano, viene inaugurato dal Cardinale Arcivescovo Michele Pellegrino il nuovo oratorio denominato Casa Papa Giovanni XXIII (C.P.G.).

Sul territorio parrocchiale sono presenti altre chiese e cappelle: la Cappella dedicata a San Rocco (via San Rocco), la Cappella dedicata a Sant’Anna (strada Piossasco), la Chiesa della Madonna del Carmine comunemente chiamata cioché ‘d bòsch (frazione San Dalmazzo di None), la Cappella delle Grazie (cappella del cimitero, regione Maddalena) e la Chiesa della Madonna di Fatima (Tetti Valfrè). Sono presenti anche molti piloni votivi e cappelle legate alla tradizione agricola.

Ma la Parrocchia non è solo mattoni: si regge sulle tante persone che hanno fatto vivere queste mura, che attraverso le loro opere hanno dato lustro al paese e hanno permesso ad Orbassano di avere l’appellativo di pais di Dio (paese di Dio).

L’ARCHITETTURA DELLA CHIESA PARROCCHIALE

La pianta è a forma longitudinale divisa in tre navate: una centrale e due minori laterali unite tra loro da arcate a tutto sesto.

Le campate hanno volte a padiglione costolonate sugli archi diagonali che compongono la volta come se fossero volte a crociera; in corrispondenza della chiave di volta vi è un sole in rilievo, traforato nella navata centrale e nel piano superiore di quelle laterali, mentre cieco su quelle laterali del piano inferiore.

La navata centrale è conchiusa da un vano semicircolare, l’abside, con coro separato dal presbiterio, è leggermente rialzato rispetto alle navate da un colonnato.

Nelle navate laterali sono presenti, ai lati opposti, quattro altari minori recuperati dalla vecchia chiesa:

  • In corrispondenza dell’ingresso sono dedicati al Crocifisso e al Battesimo;
  • In corrispondenza del presbiterio sono dedicati al Santissimo Sacramento e alla Madonna del Carmine (detto anche altare della Sacra Famiglia).

Lungo la navata centrale, al piano superiore, si possono osservare i matronei.

Le volte e le pareti sono decorate: le volte hanno un fondo blu che sta ad indicare la volta celeste e le pareti con strisce bicolore, greche a stucco e floreali, imitano stoffe o tendaggi.

Lungo le pareti delle navate centrale si possono osservare le 14 stazioni della Via Crucis dipinte da Giovanni Stura; sempre dello stesso autore sono i cinque riquadri della parete presbiterale in curva rappresentanti alcune scene della vita del Battista (L’annuncio, La nascita, Il Battesimo di Gesù, Giovanni accusa Erode e La decollazione) e sulle pareti laterali Il miracolo eucaristico di Torino e L’ultima cena.

Le quattordici raffigurazioni della Pasqua di Cristo furono realizzati con la tecnica dell’encausto (tecnica pittorica a fuoco) ritornata in voga in quel periodo da Giovanni Stura. Questi dipinti rientrano nella corrente artistica dei Nazareni, anche se realizzati alla fine del secolo, infatti costoro prediligevano la nitida definizione plastica e lineare delle immagini, accentuata dall’uso di una gamma di colori intensa e semplificata, era una gamma di colori intensa e semplificata.

La facciata è a capanna (elemento romanico) con mattoni faccia a vista, coronate da un rosone e da guglie laterali rivestite di rame e le vetrate tutti elementi di stile gotico. Sopra l’ingresso principale vi è una lunetta con riprodotto in bassorilievo la Madonna e San Giuseppe con in braccio Gesù Bambino: questa è un’iconografia molto ripetuta in questo edificio (lo troviamo nel coro e nell’altare della Madonna del Carmine).

Il campanile di stile gotico e di proprietà comunale: costruito antecedentemente alla chiesa (1892), per sostituire la vecchia torre campanaria comunale (detta torre Orsini), è stato inglobato nella nuova costruzione ma arretrato rispetto la stessa: era infatti in linea con la chiesa precedente.

Diversi arredi e oggetti sacri, per questioni economiche, furono recuperati dalla chiesa preesistente: un esempio sono gli altari minori e il gruppo ligneo raffigurante Madonna del Rosario scolpita direttamente nel legno da Giuseppe Reifesser presso la cascina del parroco adiacente la chiesa; in origine la statua era completa di orecchini, collier, corona, catenina d’oro offerte dalla Contessa Palma di Borgofranco, ora non più presenti perché donati in occasione di calamità naturali per aiutare le popolazioni in difficoltà.

Nell’altare del Crocefisso vi è il sepolcro di Gesù e, all’interno, una statua di Cristo deposto dalla croce di proprietà della Confraternita dello Spirito Santo: questa statua venne donata a metà XVIII secolo alla comunità orbassanese (e custodita dalla Parrocchia) in segno di riconoscenza per le numerose e cospicue offerte per la costruzione della Chiesa dello Spirito Santo. Il giorno del Venerdì Santo viene portata in processione, al termine della Via Crucis, in Confraternita. Sempre in questo altare è da notare il Crocefisso: questo Cristo è la copia del Cristo crocefisso appeso sulla parete frontale del presbiterio (le differenze sono minime nella preziosità dei dettagli per l’importanza differente delle due locazioni.

SACERDOTI LEGATI ALLA STORIA DELLA PARROCCHIA

I parroci della Parrocchia “San Giovanni Battista” Orbassano:

  1. Don Tommaso Vigna (1549 – 1557)
  2. Don Faustino Giovinazzo (1557 – 1596)
  3. Don Costantino Favetto (1597 – ?): monaco cistercense
    • Probabilmente ci fu un altro sacerdote ma si sono persi i documenti a causa di un incendio nel 1640
  4. Don Gabriele Morano (1642 – 1651): monaco cistercense
  5. Don Gervasio Ferro (1651 – 1656): monaco cistercense
  6. Don Valeriano Marchettini (1656 – 1676): monaco cistercense
  7. Don Paolo Martini (1676 – 1692): monaco cistercense
  8. Don Lucrezio Panserio (1692 – 1694): monaco cistercense
  9. Don Serafino Berga (1694 – 1704): monaco cistercense
  10. Don Eraclio Bellino (1704 – 1723): monaco cistercense
  11. Don Fulgenzio Bimio (1723 – 1729): monaco cistercense
  12. Don Carlo Emanuele Broglia (1729 – 1730)
  13. Don Celestino Pelleri (1731 – 1737): monaco cistercense
  14. Don Ilario Martini (1737 – 1744): monaco cistercense
  15. Don Francesco Cavalli (1744 – 1778): monaco cistercense
  16. Don Gerolamo Carena (1778 – 1782): monaco cistercense
  17. Don Carlo Gaetano Re (1806 – 1860)
  18. Don Stefano Febbraro (1860 – 1893): presidente della Congregazione di Carità; fondatore dell’Asilo Infantile nel 1861; fondatore dell’Unione Cattolica operaia San Giuseppe nel 1877; fondatore dell’Ospedale San Giuseppe 1889
  19. Don Cosma Milano (1894 – 1942): dottore in teologia; promotore della costruzione della nuova Chiesa Parrochiale
  20. Don Pietro Giordano (1943 – 1972): dottore in teologia; presidente e promotore della costruzione del nuovo Asilo Infantile (1959); promotore della costruzione della nuova chiesa dell’Immacolata Concezione a Tetti Francesi (1965); promotore della costruzione del nuovo oratorio Casa Papa Giovanni XXIII (1966)
  21. Don Giuseppe Allanda (1972 – 1993): Insegnante di teologia al corso seminaristico di Rivoli; promotore del Centro Religioso Gesù Salvatore di Pasta di Rivalta (1975); promotore del centro religioso Chiesa San Giuseppe di Prabernasca (1977), promotore del centro religioso Chiesa di Santa Maria (1990); casa per anziani “San Giuseppe” a Orbassano (1980)
  22. Don Gabriele Mana (1993 – 2001): promotore del Centro Religioso San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1996); promotore del costruzione della cappella invernale in Chiesa Parrocchiale; il 13 luglio 2001 viene nominato Vescovo di Biella e riceve l’ordinazione episcopale il 1 settembre successivo
  23. Don Marco Arnolfo (2001 – 2014): il 27 febbraio 2014 viene nominato Arcivescovo di Vercelli e riceve l’ordinazione episcopale l’11 maggio successivo
  24. Don Dario Monticone (2014 – …)

Dopo la soppressione dell’Abbazia di Rivalta la Parrocchia, retta fino ad allora dai Cistercensi, passò a sacerdoti secolari che ricoprono tuttora il titolo di Parroco e Priore, caratteristico dei monaci facendone le veci.

I viceparroci della Parrocchia “San Giovanni Battista” Orbassano (dal 1850 ad oggi):

  • Don Gaspare Gariglio (1853 – 1903)
  • Don Matteo Luigi Ghò (1868 – 1886)
  • Don Matteo Rosso (1896 – 1900)
  • Don Luigi Pastore (1900)
  • Don Lorenzo Gasparre Davi (1903 – 1909)
  • Don Stefano Griffa (1906 – 1910)
  • Don Michele Strumia (1909 – 1926)
  • Don Giovanni Minelli (1910 – 1916)
  • Don Riccardo Facello (1926 – 1927)
  • Don Gaspare Pochettino (1927 – 1933)
  • Don Domenico Tommaso Davide (1933)
  • Don Ettore Venanzio Gaia (1934 – 1949)
  • Don Giacomo De Maria (1949 – 1953)
  • Don Angelo Gutina (1952 – 1958)
  • Don Vincenzo Brossa (1958 – 1972)
  • Don Leonardo Birolo (1965 – 1974)
  • Don Giovanni Tesio (1974 – 1980)
  • Don Giovanni Rege Gianas (1980 – 1987)
  • Don Mario Perlo (1987 – 1990)
  • Don Dante Ginestrone (1990 – 1995)
  • Don Igino Golzio (1984 – 1994)
  • Don Giorgio Garrone (1994 – 1999)
  • Don Gian Paolo Pauletto (1995 -1999)
  • Don Riccardo Robella (1999 – 2005)
  • Don Gian Luca Carrega (2000 – 2003)
  • Don Stefano Votta (2005 – 2010)
  • Don Luca Ramello (2010 – 2012)
  • Don Giuseppe Barbero (2012 – 2014)
  • Don Simone Pansarella (2014 – 2018)
  • Don Stefano Carena (2019 – …)

Seminarista ad Orbassano (2018 – 2019)

I collaboratori della Parrocchia “San Giovanni Battista” Orbassano (dal 1850 ad oggi):

  • Don Luigi Peradotto
  • Don Luigi Re
  • Don Giuseppe Rocchietti
  • Don Luigi Bernardo Ferraris
  • Don Filippo Mancini, O.F.M.
  • Don Giovanni Valente
  • Don Michele Franchino
  • Don Felice Lorenzale (1890)
  • Don Leandro Tamone
  • Don Pietro Fiora
  • Don Giovanni Ferrero
  • Don Giuseppe Tamone (1927)
  • Don Giovanni Battista Bertolotto
  • Don Giovanni Olivero
  • Don Pietro Ferro Milon
  • Don Giovanni Battista Antonietti
  • Don Giovanni Rolle
  • Don Pasqualino Tamietti
  • Don Sandro Luccon
  • Don Aldo Giraudo
  • Don Luciano Gambino (2003 – …)
  • Don Marco Luciano (2012 – …)
  • Don Attilio Boniforte (2014 – …)
  • Fra Dante
  • Diacono Mario Bosa
  • Diacono Franco Gaudenzi
  • Diacono Salvatore Columbro
  • Andrea Martorana

Ricordiamo inoltre che hanno origini orbassanesi: Cardinal Carlo Maria Martini (Cardinale Arcivescovo di Milano), don Giuseppe Viotti (fondatore del Santuario di Nostra Signora di Lourdes di Forno di Coazze), don Lorenzo Luigi Vaudagnotto (dal suo ritiro come parroco di Sciolze, ha offerto il servizio alla Parrocchia di Orbassano, suo paese d’origine; scrittore di poesie).

Ricordiamo anche tutte le Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (S.S.G.C.) e le Suore Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace per la loro cura e il loro aiuto nella gestione delle strutture affidategli e la loro preghiera.

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